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Rimini Trade Fair n. 26 - Marzo 2007

All'interno del magazine:


ORGANICA DINAMICITÀ
Il grande Claudio Sadler, ambasciatore dell´alta cucina italiana nel mondo, ci parla di classicità e tradizioni culinarie, reinventate con curiosità ma senza mistificazioni. E di fiere, vivaci e scenografiche per la cultura della buona tavola

di Gabriele Pizzi

Sadler tra leggerezza e tradizione. La Mostra Internazionale dell´Alimentazione dello scorso gennaio ha presentato il 7° Festival della Cucina Italiana organizzato dal mensile La Madia Travelfood in collaborazione con l´Accademia Nazionale Italcuochi, PomodoroItaliano.it e Rimini Fiera con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
Una vera e propria piazza in cui incontrare gli chef italiani più titolati, impegnati nel proporre al pubblico professionale della rassegna il meglio della loro creatività.
Claudio Sadler, rinomato chef milanese conosciuto e apprezzato nel mondo, dal Giappone agli Stati Uniti, si è avvicendato con i colleghi proponendo un´esibizione di arte gastronomica sul tema ´Lumbàrd quasi vegetariano...´. Un breve saggio della sua personale visione della cucina tradizionale, rivisitata con curiosità e premiata con ben due stelle Michelin, che conferma ancora una volta le sue doti di avvincente comunicatore dell´alta cucina. Il pubblico gradisce e Sadler, con la sua proverbiale disponibilità, si concede volentieri. Accettando anche di rispondere a qualche domanda.

´Gli eventi come questo di Rimini sono molto vivaci – dice soddisfatto il grande chef tra strette di mano e foto ricordo con i numerosi estimatori – Rappresentano un modo diverso per entrare in contatto con il grande pubblico e un mezzo per fare cultura di cucina al di fuori degli abituali contesti. Un´occasione per far conoscere alla gente la cucina più tecnica, sofisticata e anche scenografica´.

Dunque che rapporto ha con le fiere? Le frequenta spesso?
´Indubbiamente la fiera è un concentrato unico di stimoli e prodotti. In genere frequento le fiere più per lavoro che per piacere. Non avendo tanto tempo a disposizione tendo a selezionare attentamente, tra gli eventi legati al mio settore, quelli che più si addicono al mio particolare modo di interpretare la cucina´.

Dall´ormai storico Sadler Milano ai due nuovi ristoranti di Tokyo. Perchè questo lungo ponte con il Sol Levante?
´In Giappone il cibo è molto apprezzato, in tutte le sue molteplici sfaccettature, e Tokyo è la città in cui si mangia meglio. Un mercato molto interessante, in cui ho trovato ottimi collaboratori e persone che hanno creduto e sostenuto il progetto. La ´missione´, se così la vogliamo chiamare, è quella di portare la cultura della cucina italiana nel mondo, in questo caso in Giappone, facendo perno sull´originalità dei miei piatti, che rappresentano un´evoluzione della nostra cucina classica senza mistificazioni e sensazionalismi´.

Ristoranti e un servizio catering a suo nome, la direzione artistica del Centro di Cultura Culinaria q.b, i ricercati ricettari. Sadler, manca qualche tassello al suo mosaico di creativo e manager?
´È sicuramente un lavoro complesso e articolato che, seppur impegnativo, mi sta dando molte soddisfazioni. A ben vedere in questo momento non ci sono tasselli mancanti. Ma la mia ricerca non si ferma, l´impegno verso lo studio e il miglioramento è continuo. In questo settore è facile perdersi: la mia sperimentazione vuole essere organica e dinamica ma con la maturità e il distacco necessari´.

Qual è dunque il prossimo traguardo?
´L´impegno di questi ultimi tempi è tutto finalizzato all´apertura del nuovo ristorante a Milano. Si chiamerà Nuovo Sadler, sostituirà quello storico di via Conchetta e aprirà il prossimo settembre in via Ascanio Sforza, in zona Navigli. Ci stiamo lavorando assieme alla scuola di cucina che ho l´onore di dirigere. Ci siamo presi tutto il tempo necessario: questa volta ho avuto l´opportunità di formare personale che sarà in grado di seguirlo con una certa autonomia ma nel rispetto delle caratteristiche del Sadler che tutti conoscono. Dando al sottoscritto la possibilità di dedicarsi maggiormente alla ricerca... e magari avere a disposizione anche un po´ più di tempo libero!´


CHI È CLAUDIO SADLER
La grande passione per la cucina ha fatto percorrere a Claudio Sadler, con grande umiltà, tutti i gradini della scala professionale: da commis di cucina nei grandi alberghi a insegnante presso l´Istituto Alberghiero di Stato a Milano. Esperienze molto preziose che gli hanno permesso di imporsi in poco tempo all´apprezzamento generale, diventando un punto di riferimento per i più esigenti gourmet. Oggi Sadler è un marchio apprezzato in Italia e nel mondo. Al Ristorante Sadler aperto a Milano nel 1995, a cui la Guida Michelin ha assegnato due stelle, si sono aggiunti negli ultimi anni due distinti ristoranti a Tokyo: Sadler Tokyo e l´Estasi. L´universo Sadler viene completato da Sadler Catering, grande cucina per grandi eventi. E´ inoltre direttore artistico di q.b, una scuola di cucina che è anche un centro di cultura culinaria. Il piacere di insegnare e trasmettere il suo sapere e la sua esperienza si estrinsecano, con successo, anche in una serie di volumi di menu e ricette per ogni occasione, editi da Giunti. Dal prossimo settembre l´indirizzo di Sadler a Milano non sarà più in via Conchetta ma al Nuovo Sadler in via Ascanio Sforza. www.sadler.it