copertina

Magazine mostra

Seleziona un articolo dalla lista sottostante o clicca qui per tornare all'archivio.

Rimini Trade Fair n. 26 - Marzo 2007

All'interno del magazine:


LA MEDICINA DEL TEMPO DEL DOTTOR MERCALLI
Presidente della Società Meteorologa Italiana, ricercatore, scrittore e volto televisivo ormai notissimo, il celebre studioso è stato ospite del SIA GUEST di Rimini Fiera per il convegno

di Alessandro Caprio

´L´inverno non arriva, è allarme caldo´. ´Il gennaio più caldo dal 1860´. ´È caldo record´. Decine di titoli sui giornali, interi programmi televisivi dedicati alle previsioni del tempo. Se da sempre la meteorologia è al centro di ogni chiacchiera che si rispetti o delle barzellette più gustose, mai come in questi mesi l´ha fatta da padrona nel mondo dei media. Complice un inverno caldo come non se ne vedevano da decenni e gli inevitabili cambiamenti di alcune nostre abitudini quotidiane. E le previsioni del tempo, come sempre in questi casi, si sono trovate nell´occhio del ciclone.

Secondo Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologa Italiana: ´Le previsioni meteo rappresentano l´avanguardia del pensiero scientifico, nel senso che forniscono il massimo delle conoscenze di cui disponiamo. Certamente ciò non vuol dire che sempre funzionino. Potremmo paragonarle alla medicina, solo che in questo caso nessuno si permette di contestarne la scientificità´.
Il meteorologo divenuto famoso grazie alla trasmissione ´Che Tempo fa´ di Rai Tre condotta da Fabio Fazio, è intervenuto lo scorso mese di novembre a Rimini Fiera, nel corso di SIA GUEST, il 56° Salone Internazionale dell´Accoglienza, in occasione del convegno proposto dal gruppo Zurich Italia (assicurazioni) sul tema ´Cosa succederebbe se d´estate il freddo andasse al mare?´.

Torinese, 40 anni, Mercalli dirige dal 1993 la rivista di meteorologia ´Nimbus´, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche e di oltre 650 articoli di divulgazione sul quotidiano La Repubblica e su alcune riviste. Nel 2004 pubblica ´I tempi sono maturi – squarci di sereno tra le nebbie dei luoghi comuni e dei pregiudizi atmosferici´, seguito dal volume denuncia ´Le mucche non mangiano cemento´.

Dottor Mercalli, come possiamo distinguere una previsione affidabile da una meno?
´Il metodo migliore è quello di affidarsi ai servizi super partes e non improvvisati. Vede, esiste un problema di qualità: in questo campo l´Italia presenta una grande frammentazione´.
La tendenza, a detta del meteorologo, è per estati sempre più calde, non necessariamente più piovose. Ma fare una stima a lungo periodo è difficile: ´Le previsioni sono credibili al massimo per cinque giorni´.

Questo secondo lei porterà a una variazione dei periodi scelti per le ferie?
´Le ferie stanno cambiando, probabilmente tra dieci anni aumenterà la tendenza ad anticiparle, rispetto ai periodi tradizionali. Se, per esempio, giugno non è normalmente un mese da mare, gli ultimi dieci anni hanno visto frequenti ondate di caldo precoce´.

Ecco aprirsi, allora, nuove prospettive di turismo, come ha dimostrato lo scorso autunno molto caldo, che ha favorito un turismo fuori stagione gradevole e la voglia di evadere dalle città, anche solo per qualche weekend. Questa tendenza ´è destinata a progredire nei prossimi decenni per un aumento termico negli anni, con una progressiva fuga dalle città, anche se si ci sarà sempre l´anno di freddo. Si sta riscoprendo la vecchia villeggiatura, la montagna in particolare, per scappare dalla città e non rischiare la salute. Non dimentichiamo che nel 2003 il caldo ha provocato ben 30mila morti in tutta Europa´.

Quanto conta la meteorologia oggi?
´Le previsioni, nonostante le critiche, hanno compiuto grandi progressi, che le hanno rese in linea di massima affidabili. Mentre fino a 10 anni fa erano solo un argomento per chiacchiere da bar, oggi la capacità di previsione fino a due giorni raggiunge il 50%. Quindi il meteo entra nelle discussioni interpersonali e nei rapporti. Tuttavia la meteorologia come scienza resta un settore di nicchia. Lo dimostra, purtroppo, la chiusura per mancanza di iscritti del Corso di Laurea di Ferrara, il primo ad aprire in Italia, insieme a quello di Bologna´.

Immagini