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Rimini Trade Fair n. 26 - Marzo 2007

All'interno del magazine:


EMILIA ROMAGNA, DOVE LE FIERE FANNO SISTEMA
di Brunello Cavalli

Rimini Trade Fair ha incontrato il governatore della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. L´oggi del mercato fieristico nazionale. I possibili scenari evolutivi. La robustezza e l´efficienza delle imprese a rete

Presidente Errani, il mercato fieristico nazionale sta vivendo una fase di complessa evoluzione. Come si pone il sistema emiliano-romagnolo in questo contesto? Risulta pronto per nuove sfide competitive?
´L´attività fieristica in Emilia-Romagna si è consolidata ed è cresciuta attorno ai tre grandi poli di Bologna, Rimini e Parma. Oggi quello che a noi piace chiamare ´sistema fieristico emiliano-romagnolo´ è l´altra grande realtà fieristica italiana accanto a Milano. I tre centri coprono oltre l´80% dell´attività fieristica che si svolge in regione (Bologna governa anche Modena Fiere e Ferrara Fiere) e quindi le altre realtà più piccole (come Cesena, Forlì, Piacenza e Reggio Emilia) non recano disturbo, come qualche volta ripete qualche disinformato, ma invece integrano e completano il sistema in alcune nicchie di specializzazione, in particolare nell´agro-industria, così forte in regione. Inoltre va sottolineato che Rimini, Bologna e Parma hanno ciascuna specializzato le proprie manifestazioni facendole divenire leader nazionali ed europee, in qualche caso mondiali, nei loro settori. Negli ultimi 4 anni si è già manifestato l´effetto, molto positivo, della trasformazione degli enti fieristici in Società per Azioni, promosso dalla legge regionale e concretizzatosi dal 2003. Infatti gli enti stanno acquisendo sempre più il nuovo carattere, voluto dalla legge, di imprese e centri fieristici veri e propri; hanno potuto realizzare gli aumenti di capitale previsti dalla legge per sostenere nuovi piani di sviluppo molto significativi; sono ulteriormente cresciuti come imprenditori in proprio di nuove manifestazioni e possono far valere sempre di più il valore aggiunto rappresentato dal quartiere, dalla sua innovazione, in strutture e servizi: come testimonia più di ogni altro la bellissima nuova Fiera di Rimini. Quindi da parte nostra vogliamo innanzitutto affermare che l´Italia ha bisogno di investire sul suo sistema fieristico come piattaforma per la promozione del nuovo Made in Italy e di un grande marketing territoriale di nuovo attrattivo della business community mondiale verso l´Italia, che ha bisogno di recuperare anche in campo turistico. E allora pensiamo che occorra una politica fieristica nazionale che contribuisca ad organizzare e valorizzare le energie di questo sistema fieristico nazionale che possiamo considerare organizzato in tre grandi distretti: quello milanese, quello dell´Emilia-Romagna e del Veneto, quello del centro-sud e per il Mediterraneo con Roma, Napoli e Bari. Qui collochiamo la nuova sfida di competitività ma anche il ruolo che deve essere riconosciuto al sistema fieristico dell´Emilia-Romagna e alle sue possibilità di cooperazione, innanzitutto con quello veneto e magari un pò anche con Firenze e Roma´.

Qual è il progetto della Regione per favorire lo sviluppo del sistema fieristico emiliano-romagnolo?
´Intanto va detto che la Regione ha indicato l´idea di realizzare un vero e proprio sistema fieristico regionale già nella legge. E che in questi anni si è cominciato a farlo in particolare con un´azione comune della Regione con i centri fieristici per partecipare allo sviluppo dei programmi promozionali in campo internazionale: con il successo rappresentato in questi ultimi 2 anni nella partecipazione in comune, con esiti positivi, ai programmi ministeriali. Ma ora sentiamo che è venuto il momento di fare un salto di qualità. Per questo pensiamo si debbano studiare in comune fra i tre centri fieristici strategie, iniziative, in particolare per ciò che riguarda le attività di promozione e di investimenti all´estero, sinergie di risorse finanziarie nei servizi. Bisogna quindi che si sviluppi il Tavolo di confronto che la Regione ha sollecitato con i centri fieristici e sentiamo contemporaneamente l´opportunità di un impegno comune con gli Enti locali, divenuti soci fondamentali delle società fieristiche per promuovere lo sviluppo di questa strategia. Un po´ come si è fatto con il progetto, poi divenuto realtà, delle grandi aziende multiservizi: Hera ed Enia. Non ci sono soluzioni predeterminate e bisogna guardarsi dall´idea a volte non utile del ´tutto o niente´. Forse non si può pensare subito ad un´unica società ma si può certamente cominciare a costruire una robusta ed efficiente impresa a rete che faccia risparmiare nei costi e faccia crescere le possibilità di nuove iniziative e nuovi investimenti. Del resto tempi e spazi tra Bologna, Rimini e Parma sono quasi uguali a quelli che si misurano tra i centri di grandi metropoli, da Chicago, Francoforte, o Shanghai, e i loro quartieri fieristici´.

Qui che ruolo può giocare la Fiera di Rimini?
´Fiera Rimini ha mostrato di saper giocare benissimo le carte dell´innovazione e di saper divenire vera e propria impresa fieristica. Inoltre sa bene come dialogare con la logistica e con la ricettività: quindi un punto di forza e di esperienza molto avanzato per il sistema fieristico di cui parliamo´.

Per finire una domanda meno ´istituzionale´: Vasco Errani privato cittadino frequenta le Fiere? Quali lo interessano di più?
´A parte gli impegni istituzionali, in regione ho visitato con interesse i grandi saloni del turismo, della salute, del libro, dell´industria alimentare. C´è sempre da imparare, e da divertirsi´.


CHI È VASCO ERRANI
Vasco Errani è nato a Massa Lombarda (Ravenna) nel 1955. Dopo la maturità scientifica si è iscritto alla Facoltà di lettere e filosofia. È sposato, ha una figlia. Ha iniziato l´attività politica a Ravenna nel 1983 come consigliere comunale. Quindi nel 1995 è entrato nel Consiglio regionale. Due anni dopo è divenuto assessore al Turismo. Cinque anni dopo ha assunto al presidenza della Giunta, ruolo nel quale è stato riconfermato nel 2005.
È anche presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni

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